Shattered lands

4^ Sessione di Gioco

Morte, Contagio e Divinità Capricciose

Usciti dalle nebbiose acque della tana del drago, gli avventurieri si ritrovano nei pressi del lago, non più maledetto ormai visto che la minaccia era stata debellata. Il sole era tramontato ormai da parecchio tempo ed era ora di tornare al villaggio per comunicare a re Hrolfr che il lago era tornato ad essere un posto sicuro.
Durante il viaggio di ritorno, però, ci furono degli eventi assai imprevisti.
Infatti pare che il Dio Akatos, appena appresa la dipartita del figlio, avesse immediatamente ordinato ai suoi “segugi” di uccidere il gruppo e portare le loro anime al suo cospetto per poterli torturare a suo piacimento; così i servi del Dio predisposero un imboscata ai danni dei nostri protagonisti.
Inutile dire che la trappola fu un successo per gli attentatori; infatti il gruppo cadde abbastanza facilmente dato che, finito lo scontro contro la possente creatura, i membri decisero che sarebbero tornati al villaggio prima di riposarsi. Così, chi prima e chi dopo, gli spiriti dei giocatori si ritrovarono nel Piano Etereo con delle catene che li legavano a qualcosa. Due tizi che erano nelle vicinanze del luogo dell’agguato si presentarono e si offrirono di accompagnare gli avventurieri dal loro padrone, il quale li stava aspettando con ansia.
Dopo aver attraversato un portone nel nulla, il gruppo si ritrova in uno spazio completamente bianco (il quale potrebbe rappresentare una specie di “purgatorio” o di “fase di transizione” per i loro spiriti) il quale presenta un ennesimo portone di ferro intarsiato (se non ricordo male era di ferro, in caso contrario correggetemi) che i due discepoli ci aprono e ne restano fuori.
Entrando nella sala del trono (non mi ricordo i particolari, perciò chi li sa integri il post), ci “accoglie” Akatos assieme alla Moglie (non so se merry ha detto il nome, ma se lo ha detto, integrate pls). Piuttosto adirato, il Dio comincia a prospettare il possibile futuro degli avventurieri, sebbene si senta “magnanimo” nell’offrire un’alternativa a suo parere migliore per permettergli di continuare a vivere la loro “miserabile” vita.
La sua offerta consisteva nel offrirci la libertà dal suo marchio, qualora gli avessimo restituito con successo l’anima del figlio ormai defunto da colui che l’ha rubata.
Ognuno degli avventurieri accettò l’offerta del dio, anche se ciò avrebbe portato ad un cambiamento piuttosto radicale… Infatti le loro anime avrebbero dovuto dimorare in un corpo diverso da quello originale, in quanto Akatos se ne sbarazzò appena l’anima di ognuno lo abbandonò…
Dopo aver accettato l’offerta, l’anima di ognuno si reincarnò in un corpo presente in una “fossa comune” nel regno di Ecate, probabilmente ci fu una battaglia di qualche tipo e i caduti furono seppelliti lì. Al “risveglio” ognuno era diverso. Chi aveva cambiato solamente aspetto (come Crimilde) e chi era diventato una creatura completamente diversa (come il resto del gruppo). (se volete scrivere come ognuno è cambiato, fatelo pure)
Dopo essersi ripresi dallo “shock”, il gruppo decide di incamminarsi verso la città più vicina.
Un paio di giorni di cammino sono sufficienti per raggiungere una grande citta, la quale sorge sul versante frontale di una mastodontica montagna. La planimetria ad anfiteatro dell’insediamento è piuttosto semplice: l’enorme formazione rocciosa costituisce la spina dorsale della città (nonché fornisce protezione da eventuali attacchi o invasioni nel versante Nord) nella quale è scavato un possente tempio dedicato una particolare Divinità, mentre la cinta di mura a semicerchio fornisce la protezione necessaria ai restanti punti cardinali.
Dopo essersi registrati all’ingresso, chi con nomi fittizi e chi con i nomi reali, il gruppo decide che la cosa migliore da fare è riunirsi nella taverna più vicina per pianificare meglio la prossima mossa e capire come muoversi all’interno della metropoli sconosciuta. Durante la cena uno strano tizio continua a fissare il gruppo con un amichevole sorriso, quasi come se conoscesse ognuno dei membri e fosse sorpreso di vederli ancora una volta, sebbene profondamente cambiati. Quando ognuno comincia ad incamminarsi verso la propria stanza da poco affitata, Mathias, piuttosto seccato dall’essere fissato in continuazione, decide di sedersi al tavolo dello sconosciuto.
Bastano solamente poche parole e che costui nomini il suo vero nome e l’incantatore capisce immediatamente che il fantomatico sconosciuto in realtà è Lo Stregone, il quale appare abbigliato interamente e senza le sue distintive pitture.
parlando un pò, Mathias scopre che il marchio di Akatos non solo permette al Dio di conoscere la locazione di coloro che lo portano, ma gli permette di sentire anche le conversazioni che i soggetti intrattengono; così l’incantatore decide di comunicare con Lo Stregone mediante carta e penna, in modo da tenere la Divinità allo scuro degli argomenti della conversazione.
Dalla discussione infatti emerge che non solo sarebbe stato probabilmente un suicidio sfidare Lo Stregone apertamente (viste le risorse che gli avventurieri gli hanno procurato), ma costui avrebbe un modo per liberarli dall’occhio vigile di Akatos e dei suoi “segugi”… Tutto ciò al “modico prezzo” dell’anima del Gran Maestro del tempio… Infatti Lo Stregone, se gli avventurieri gli avessero procurato tale risorsa, si sarebbe impegnato affinché il fratello, una Divinità buona (colui che salvò il villaggio di Noldom nelle terre di Lusk dall’invasione che ci fu secoli fa), rimuovesse i marchi di Akatos dai corpi e dalle anime dei membri del gruppo; ma per farsi ascoltare dal fratello avrebbe dovuto apparire più “immacolato” e moralmente più caritatevole, perciò gli serviva l’anima del Gran Maestro.
Dopo questa “allegra” conversazione, Lo Stregone si congeda e Mathias si ritira nelle sue stanze fino al mattino seguente.
Di buon mattino, il gruppo si ritrova a consumare la colazione nella sala comune della locanda a discutere su come muoversi in città e dell’offerta dello Stregone. Alla fine si opta per accettare l’offerta e di attirare l’attenzione delle autorità della metropoli tramite un’epidemia ad opera di Shakul, il quale è molto ferrato nel campo si delle malattie sia della morte.
Dopo l’approvvigionamento di attrezzature personali, gli avventurieri decidono di iniziare i preparativi per instillare il germe nella popolazione; Shakul decide di infettare un bambino, ritenendolo una scelta eccellente visto che essi sono soliti a toccare qualunque cosa e/o persona.
Dopo un paio di giorni, la malattia comincia già a mietere vittime e i “piani alti” cominciano a predisporre le prime misure di soccorso; nel frattempo il gruppo temporeggia fino ad avere la certezza che la piaga si diffonda secondo le previsioni.
Dopo altri 2 giorni, la piaga comincia a farsi seria e il gruppo decide di spostarsi verso la città alta per evitare di rimanere infettati dal morbo da loro portato. In quello stesso giorno, Shakul decide di infestare anche la città alta con un altro tipo di morbo per dirottare ancor di più l’attenzione delle autorità al contagio.
A 6 giorni dall’inizio dell’epidemia, la città bassa sembra un ammasso di corpi in putrefazione e di edifici fatiscenti e la città alta comincia a risentirne parecchio della nuova infezione; Nel frattempo, con le dovute precauzioni, il gruppo comincia a raccogliere informazioni riguardo la gerarchia del tempio (il quale pare essere il fulcro del potere politico della città); raccolti i dati necessari, gli avventurieri decidono di studiare la conformazione del tempio per meglio decidere come raggiungere l’obbiettivo. Nel frattempo Lo Stregone si fa nuovamente vivo per complimentarsi con il gruppo per come stanno gestendo la faccenda e li informa che il Gran Maestro del tempio è ormai defunto da molto tempo e le sue spoglie risiedono nel sotterraneo del tempio, il quale è difficilmente accessibile vista la situazione attuale. Così il gruppo decide di “camuffarsi”, spacciandosi per persone comuni che sanno chi ha diffuso il contagio sperando di poter così accedere ai sotterranei senza dare nell’occhio.
Inutile dire che fu un pessima idea, per quanto il gruppo ne uscì illeso. Infatti rischiarono di far saltare la propria copertura date le protezioni magiche all’interno del tempio e di venire giustiziati.
Dopo il tentativo fallito, gli avventurieri decisero di raccogliersi assieme alla popolazione all’interno della navata centrale del tempio per trovare un modo per raggiungere i sotteranei tramite un passaggio nascosto. Dopo essersi ri-camuffati, il gruppo entra nel tempio e finge di pregare per non dare nell’occhio. Norben Carter riesce a scrutare uno strano meccanismo celato dietro la statua di Moradin somigliante ad una carrucola per spostarsi dall’alto verso il basso e viceversa. Sfruttando l’esigua presenza di guardie, dovuta ai recenti avvenimenti, Norben Carter, Bartimeus e Crimilde sfruttano il momento del cambio della guardia per fiondarsi dietro la statua per azionare il meccanismo; il quale però genera un rumore che fa insospettire due guardie, le quali si precipitano sul posto per controllare, però, Shakul riesce a distrarle ed evitare che i suoi compagni vengano scoperti.
Rimasti gli unici in superficie, Shakul e Mathias cercano di trovare il momento propizio per raggiungere i compagni, ma non si ripresentano altre occasioni d’oro come la precedente perciò Shakul, in uno sbalzo d’ira, lancia un incantesimo nei pressi dell’ingresso del tempio in modo da distrarre le guardie e riuscire a raggiungere in sotterraneo e ricongiungersi con il resto del gruppo. L’esca fortunatamente funzionò e il gruppo si riunì nella camera funeraria del Gran Maestro, la quale era lambita da rivoli d’oro fuso che costeggiavano le colonne e spezzavano il corridoio della navata centrale in tre settori.
Dopo aver esplorato la stanza, Shakul toccò il sarcofago dove erano stati posti i resti del Gran Maestro e, ad un tratto, il sarcofago al centro della stanza si aprì all’improvviso rivelando uno strano guardiano scheletrico posto a proteggere il luogo di riposo del suo superiore. Il gruppo scopre che quello è un Senza Morte (il quale differisce dal Non Morto in quanto non viene riportato in vita contro la sua volontà e corrotto dalla magia nera) con lo scopo preciso di proteggere il sarcofago da chiunque voglia profanarlo o da chi osi disturbare il riposo del Gran Maestro.
Lo scontro è piuttosto lungo ed estenuante, ma, ancora una volta, gli avventurieri ne escono vittoriosi e, in un batter d’occhio, Lo Stregone non tarda a mostrarsi per riscuotere la sua ricompensa; legandosi con l’anima del Gran Maestro, egli acquisisce nuovi strabilianti poteri e un’aura dorata lo pervade interamente.
Pochi istanti dopo, Lo Stregone genera una scala che sale verso l’alto e sembra non finire mai; seguito dagli avventurieri, Lo Stregone porta costoro al cospetto del fratello maggiore per rispettare la sua parte dell’accordo e il gruppo viene privato del marchio di Akatos così da poter essere rintracciati meno facilmente; dopo aver parlato amabilmente con la divinità, essa li invita a scendere per dare spiegazioni ad Akatos, che sarebbe arrivato di lì a poco, così da non coinvolgere il gruppo in questioni divine.

(siccome non mi ricordo l’ultima parte e per quale motivo siamo stati “deportati” ad Arcangelo, richiedo l’intervento di qualcuno che se lo ricorda per completare il riassunto e per rimembrarlo anche a me, grazie)

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nightwisper4 Necromorder

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